Ddl Stabilità. La Camera approva la manovra.

Ecco il testo e tutte le norme sanitarie

Moltissime le misure. Dai farmaci “mono dose”, al “licenziamento” dei direttori generali che non raggiungono gli obiettivi dati. Confermato blocco contratti PA. E poi 400 milioni per le non autosufficienze e 50 milioni per la lotta alla ludopatia. Confermate le cifre del Patto per la Salute ma resta l’incognita su eventuali ripercussioni sulla sanità dei tagli di 4 miliardi ai bilanci regionali. 

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IL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA.

 

 

30 NOV – La Camera, con 324 sì e 108 no, ha approvato oggi in prima lettura il ddl stabilità. Il Governo ha incassato la fiducia ed ora il provvedimento passerà al Senato che dovrà comunque deliberare secondo un calendario molto serrato. Il testo uscito da Montecitorio è quello contenente gli emendamenti già approvati in settimana dalla Commissione Bilancio e si presenta in un’inedita forma, con il “ricompattamento” di tutte le norme in soli tre “maxi” articoli.

Per la sanità diverse modifiche e integrazioni rispetto al testo originale. Le misure sono molte e si occupano di svariati aspetti dell’assistenza sanitaria. Dai nuovi farmaci “monodose” alla stretta per i Dg Asl inadempienti che potranno essere licenziati in tronco. E poi l’incremento a 400 milioni dei fondi per i non autosufficienti, i 50 milioni per la ludopatia, l’incompatibilità della carica di Commissario ad acta con quella di presidente della Regione che vedrà così la fine dei Presidenti commissari di se stessi che hanno caratterizzato tutta la stagione dei Piani di rientro in molte regioni italiane con i conti sanitari in rosso.

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Ma è certo che le norme più importanti sono quelle relative al finanziamento della sanità, sulle quali, apparentemente, non vi sono sorprese. La stabilità conferma infatti le cifre del Patto per la salute senza togliere un euro al Ssn.

Ma la sorpresa, come è ormai noto, potrebbe venire dalle ricadute sui servizi, sempre minacciate dalle Regioni, a seguito del taglio di 4 miliardi ai budget regionali che costituisce uno degli asset di spending review dell’intera manovra.
E che la sanità possa essere in qualche misura colpita lo dice in fondo la stessa legge di stabilità che, come clausola di salvaguardia all’eventuale mancato taglio delle Regioni ai propri bilanci, già indica la possibilità di mettere mano “d’ufficio” al fondo sanitario per ridurlo in proporzione ai mancati risparmi regionali su altri fronti.

Su questi punti si attendevano le controproposte regionali che però, fino ad oggi, non sono mai arrivate e che forse potrebbero essere formulate il prossimo 4 dicembre, sempre che il Governo accetti il confronto nella Conferenza Unificata straordinaria proposta la scorsa settimana da Chiamparino proprio per mettere a punto una sorta di accordo stralcio tra Governo e Regioni che possa essere inserito nel testo all’esame del Senato e poi eventualmente ratificato per il passaggio finale di nuovo alla Camera.

Al momento fermiamoci a quanto approvato oggi da Montecitorio. Ed ecco di seguito un’ampia sintesi di tutte le misure di interesse sanitario così come scaturite dal primo esame parlamentare:

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